Milano · volo
Decollo da Linate
easyJet LIN → CPH. Arrivo previsto alle 20:05. Gate chiude alle 17:25: partenza per Linate alle 16:00 da Milano.
Giorno 1 · venerdì 9 ottobre 2026
Milano · volo
easyJet LIN → CPH. Arrivo previsto alle 20:05. Gate chiude alle 17:25: partenza per Linate alle 16:00 da Milano.
Kastrup · trasporto
Dopo l’atterraggio seguite i cartelli verso il Terminal 3, poi Metro. Prima dei tornelli comprate sull’app Rejsebillet il biglietto 3 zone: 30 DKK, circa 4 €, valido 90 minuti. Salite sulla M2 direzione Vanløse, senza cambi. Scendete a Kongens Nytorv. Otto fermate, circa 14 minuti. Dall’uscita l’hotel è a 5 minuti a piedi.
Borgergade · hotel
Wakeup Copenhagen, Borgergade 9. Il check-in si fa sull’app AeroGuest: è anche la chiave digitale della stanza. Camere pronte dalle 15:00. Se l’app non trova la prenotazione, reception in lobby.
Indre By · cena
Gasoline Grill è un hamburger in un ex distributore di benzina. Pochi panini, carne biologica macinata ogni giorno, salsa loro, cetrioli. Non c’è sala da ristorante: si ordina, si aspetta, si mangia. La sede originale è Landgreven 10, a due isolati da Kongens Nytorv.
Bloomberg l’ha messo tra i burger migliori al mondo. Non è fine dining: è Copenaghen che prende una cosa semplice e la fa bene. Per la prima sera è giusto: veloce, vicino all’hotel, senza tavolo da prenotare.
Klaus Wittrup apre Landgreven il 26 aprile 2016 nel vecchio chiosco di un distributore ancora funzionante: mentre aspetti il burger, fuori si può fare il pieno. Neon verde, piastrelle, identità grafica di e-Types. Da lì è diventato una catena cittadina. Nel 2025–2026 il Comune ristruttura il parcheggio sotterraneo di Landgreven e l’edificio originario può essere chiuso o demolito. Se quella sede non c’è, andate da Café Oscar, Bredgade 58: sei minuti dall’hotel, cucina danese, aperto fino alle 22:00.
Nyhavn · passeggiata
A piedi da Gasoline Grill, Landgreven 10: verso Kongens Nytorv e dritti sul canale, 6 minuti.
Nyhavn significa «porto nuovo». È un canale artificiale di 400 metri che dal 1670 collega Kongens Nytorv, la grande piazza del centro, al porto interno. Oggi lo riconosci dalle case a timpano dipinte di rosso, giallo, blu e ocra, dalle barche di legno ormeggiate e dai lampioni. Il lato nord (numeri dispari, quello delle foto) è il più scenografico; il lato sud è più quieto e ha le case dove visse Andersen.
Non è un monumento chiuso: è una strada-canale. Si cammina sulla banchina, si guarda l’acqua, si legge qualche numero civico. Il più antico è il 9, del 1681.
È l’immagine con cui Copenaghen si racconta al mondo, ma è anche il pezzo di città che spiega il suo rapporto col mare. Prima di diventare cartolina era un porto di lavoro: merci, marinai, taverne, risse. La trasformazione in zona pedonale, negli anni Ottanta del Novecento, è il simbolo di come la capitale danese abbia riconvertito il waterfront senza cancellarne la forma.
Per Hans Christian Andersen fu casa. Abitò al numero 20 da giovane scrittore, poi al 67 e al 18. Da queste finestre guardava le navi e scriveva. La Sirenetta che vedrete domani nasce da quella immaginazione, non da Disney.
Nel 1670 il re Cristiano V fa scavare un canale per portare le merci dal mare fino a Kongens Nytorv, allora il nuovo cuore aristocratico della città. I lavori finiscono nel 1673. Le case lungo le sponde sono di armatori, commercianti e locandieri. Per due secoli Nyhavn è un porto vero: sale, pesce, legno, birra, e una reputazione da quartiere di marinai.
Nel Novecento il traffico commerciale si sposta e il canale decade. Negli anni Settanta e Ottanta la città lo recupera: si pedonalizza la banchina nord, si restaurano le facciate, restano ormeggiate navi storiche. Oggi è turistico, sì, ma la struttura è quella del Seicento: un porto stretto, case alte e strette, il ponte verso il Teatro Reale in fondo.
Stasera vi basta questo. Domani, se arrivate presto, la luce è migliore e c’è meno gente: potete rileggere i numeri 9, 18, 20 e 67 con calma.